John vuole diventare un pilota professionista e comincia a seguire dei corsi molto impegnativi per  una sua futura e splendida carriera. Vuole diventare un pilota professionista, con le macchine da corsa potenti e modificate. Tutto questo comporta dei costi, ma  per fortuna tra qualche giorno è il suo compleanno e suo padre, visto che è proprietario di una banca , vuole regalargli la sua prima auto con la quale  inizierà la sua carriera:  un’auto meravigliosa, una Lotus Corvette del 2006 quasi nuova.

Il suo sogno era di iniziare una carriera in pista, cercando un meccanico di fiducia a cui proporre dei lavori di modifica sull’auto. Suo padre cominciò a seguirlo e ad investire denaro per la sua carriera. Assunsero  un meccanico di fiducia: Joseph, meccanico a livello internazionale di auto truccate da gara. Tutto questo gli costò 20.000 dollari ma per il padre erano solo degli spiccioli.

Il meccanico e John iniziarono a lavorare sulla macchina tutto il giorno. In meno di una settimana  completarono il lavoro. Una Lotus perfetta con il motore potenziato V12  800CV,  carrozzeria, alettone e ruote da competizione.

Da qui iniziò tutto, John cominciò ad andare su pista e ad imparare a tenere la sua preziosa Lotus sull’asfalto. Col passare dei tempi, John navigando in rete trovò per puro caso alcune gare interessanti alle quali si iscrisse. Iniziò a gareggiare con professionalità e a guadagnare soldi tramite gli sponsor e le gare. John fece una vita da vero pilota e il padre era fiero di lui. Un giorno ricevette una chiamata dal leader della squadra “Lotus Race Team” che gli disse di unirsi al suo gruppo. John, felicissimo di entrare a far parte del team lo disse al padre, il quale lo abbracciò felicissimo.

Il mattino seguente John partì per la California, dove si trovava la sede della “Lotus Race”. Arrivato a destinazione, entrò all’interno di un edificio alto con tanto di poster e vecchi modelli di Lotus da gara e incontrò il leader, il quale  gli  spiegò qual era il loro scopo per le gare future:  tra una  settimana doveva gareggiare contro un altro gruppo di Ford Focus in cui il nome era “Space F. Focus”. Dopo una lunga riunione con il manager, John andò in un albergo, dove passò una settimana ansiosa ed emozionante. Durante la settimana John e i suoi collaboratori dovettero studiare un piano strategico per assicurarsi una vittoria certa e strappare il primato alla  Space F. Focus. Il team creò un motore ad idrogeno che avrebbe garantito una vittoria sicura. Giunto il fatidico giorno, cominciò a salire l’ansia per la paura che la Lotus non funzionasse bene. Dopo una lunga attesa, il team venne chiamato dallo speaker per riscaldare il motore secondo le regole della gara; quindi i meccanici impostarono sulla macchina di John un auto-riscaldamento del motore in cui la temperatura poteva salire  dai 500° ai 700°; dopodiché furono sbloccate tutte le sicurezze del motore, compromettendo il motore stesso  che rischiava di danneggiarsi  durante la gara.  Lo speaker  invitò i concorrenti  a posizionarsi sulla linea di partenza.

John entrò in macchina emozionatissimo con la paura di perdere. Semaforo verde: cominciò a pigiare il pedale dell’acceleratore al massimo cambiando le marce velocemente e l’auto partì come un razzo doveva percorrere un tratto di cinque chilometri in meno di trentacinque secondi e vincere a tutti i costi la gara. Stava andando ad una velocità massima di 400 km/h quando improvvisamente sentì uno strano rumore: panico, fortunatamente il rumore cessò ma allo stesso tempo l’auto rallentò mentre il suo rivale lo sorpassò con un ghigno. Si senti perduto ma allo stesso tempo era infuriato, gli venne in mente che aveva ancora un’ultima speranza: attivare il nitro per far sfrecciare il bolide; mancava solo un chilometro quando John superò con grande facilità il suo concorrente. Fu una vittoria che ancora oggi, a distanza di anni, gli appassionati di queste  gare ricordano con emozione. John pur continuando a gareggiare non partecipò più a queste competizione perché aveva capito che erano molto rischiose e non valeva la pena partecipare e mettere a rischio la propria vita.

A.  M.M

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4 pensieri riguardo “UNA VITTORIA SCHIACCIANTE

  1. A me è piaciuto il racconto ” una vittoria schiacciante”, perché sembra una storia vera, sembra un film, quindi a me è piaciuto moltissimo.

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  2. Secondo me è una storia molto interessante Jonh non abbia dovuto lasciare le gare perché era un pilota molto bravo e gli piaceva molto questo sport anche che ha deciso di non fare questo sport perché è molto pericoloso per la sua vita prima abbia dovuto essere più attento con la sua macchina

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  3. Partecipare a gare e avere un’auto da capogiro era il sogno di tutti da piccoli, il testo è scritto molto bene, è uno dei testi più belli, che ti travolgono.

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